Racconigi

“Come fiori nel vetro” – Castello di Racconigi, dal 27 gennaio al 19 febbraio 2017

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Nel Salone d’Ercole, dal 27 gennaio al 19 febbraio 2017, viene proposto “Come fiori nel vetro”, suggestivo allestimento scenografico curato da Progetto Cantoregi.

357 barattoli di vetro custodiscono al loro interno i nomi degli ebrei stranieri che vennero catturati nel territorio cuneese e deportati ad Auschwitz il 21 novembre 1943: ebrei provenienti dal sud della Francia che cercarono la salvezza in Italia al seguito della Quarta Armata dell’esercito italiano, ormai allo sbando, e che furono rinchiusi nel campo di concentramento di Borgo San Dalmazzo.

“Come fiori nel vetro” vuole anche essere un omaggio al coraggio di Irena Sendler, giovane assistente sociale a Varsavia, che salvò quasi 2500 bambini dalla morte. Quando scoppiò la Seconda guerra mondiale, la ragazza riuscì a trasportare fuori dal ghetto bambini di tutte le età, ricollocandoli in famiglie e conventi con documenti falsi. Tenne un registro con i loro indirizzi di abitazione, nella speranza che potessero tornare dai propri genitori alla fine della guerra. Nascose per anni in barattoli di marmellata vuoti i fogli con i nomi delle famiglie d’origine. Arrestata e torturata dalla Gestapo, non rivelò mai i nomi dei bambini. Alla fine della guerra questi preziosi contenitori di vetro furono recuperati da Irena e utilizzati per ricontattare 2000 bambini. Purtroppo nella maggioranza dei casi il ricongiungimento non fu possibile perché le loro famiglie erano state sterminate. Nel 1965 lo Stato di Israele conferì ad Irena la medaglia di “Giusta tra le nazioni”.

Il Salone d’Ercole brillerà così di barattoli in vetro dalle diverse forme e dimensioni. Ciascuno di questi, oltre a contenere i nomi della persona scomparsa, farà sbocciare al proprio interno un fiore, simbolo della memoria che non vuole appassire e del ricordo custodito nel cuore dei vivi. Una memoria che resiste al male, rappresentato dai rotoli di filo spinato che stringono come una morsa i contenitori in vetro. I frutti dell’albero del melo, che scendono dal soffitto come una pioggia benevola, ricordano il coraggio di Irena e le tante piccole vite da lei salvate e celebrano il valore della solidarietà umana.

La sera dell’inaugurazione saranno eseguite alcune letture dal libro di Nuto Revelli “Il prete giusto” – già ripreso da Progetto Cantoregi in uno spettacolo del 2009 – che narra la vicenda umana di don Raimondo Viale, prete e partigiano, la cui storia si intreccia con quelle dei deportati.

Inoltre mercoledì 8 febbraio alle ore 18 il castello ospita la presentazione del volume di Adriana Muncinelli ed Elena Fallo, ricercatrici legate all’Istituto Storico della Resistenza cuneese, che hanno riportato alla luce le storie dei deportati dal campo di Borgo San Dalmazzo: “Oltre il nome. Storia degli ebrei stranieri deportati dal campo di Borgo San Dalmazzo”

 

Orari: da martedì a domenica, dalle ore 9 alle 18.

Al Salone d’Ercole si accede con il biglietto di ingresso al castello.

Per visite guidate all’allestimento “Come fiori nel vetro” contattare:
Progetto Cantoregi 335.8482321 – 338.3157459 – info@progettocantoregi.it

 

locandina per giornata della memoria_02


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